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  • Fulvio Fiori

TECNICHE DI RESPIRAZIONE ANTISTRESS

La prima cosa che facciamo quando veniamo al mondo è respirare! Il nostro primo respiro annuncia che siamo arrivati. E il nostro ultimo respiro racconterà che ce ne siamo andati! Ma il respiro non è solo materialmente indispensabile per la sopravvivenza: a livello simbolico, mitologico e narrativo, rappresenta la scintilla che accende la vita.


Infatti, nella Bibbia, Dio fabbrica un Adamo di fango, gli soffia nelle narici e nasce l’essere umano. Mentre nell’esperienza quotidiana, tutti noi sappiamo che il respiro si fa corto e veloce, quasi tagliato, all’apparenza insufficiente, quando siamo agitati. Se invece riusciamo a controllarlo il nostro stato d’animo migliora.


Quindi, in questo periodo di forte sollecitazione mediatica - in cui il CoronaVirus può generare ansia – è di grande aiuto usare il tuo respiro per farti del bene. Ecco dunque un paio di tecniche semplici e molto utili per ritrovare la calma e mantenere la concentrazione.


1. IL CONTATTO

Siediti in posizione comoda, con la testa appoggiata (poltrona, divano), chiudi gli occhi e porta la tua attenzione al respiro. Semplicemente ascoltalo, osservalo, senza l’intenzione di modificarlo. Metti una mano sul petto e l’altra sull’addome e senti come si muovono quando l’aria entra nel tuo corpo e quando l’aria esce dal tuo corpo. Stai semplicemente in contatto con il tuo respiro per qualche minuto… l’aria entra nel tuo corpo, l’aria esce dal tuo corpo… osserva se il ritmo cambia, se diventa più profondo o se si fa più frequente. Accogli ogni variazione, senza giudizio e senza volontà. Anche se non accade nulla… Non hai obbiettivi da raggiungere, nessun risultato da conquistare. Semplicemente osserva il tuo respiro

e ascolta come ti senti… se sei in un momento particolarmente agitato, fai un paio

di espirazioni forti e veloci: butta fuori l’aria rapidamente e con forza per due o tre volte. Come se volessi “soffiare via la tensione di botto”.


2. LA RESPIRAZIONE ADDOMINALE

Se hai figli, sai come respirano i neonati: con l’addome. La loro pancina si alza e si abbassa, con ritmo lento e regolare, specie quando dormono. Mentre dopo una corsa, respirano molto più profondamente, aprendo il più possibile la cassa toracica. Quando l’attività ritorna tranquilla, il respiro ridiventa addominale. Questo perché la respirazione addominale è la respirazione naturale, istintiva, profonda, quella della salute. L’opposto di quella toracica, generata dalle nostre tensioni emotive, che spingono il respiro verso l’alto, creando fiato corto, ansia, sensazione di avere il cuore in gola… Dunque, per ritrovare la quiete emotiva,

è importante recuperare la respirazione addominale. Sdraiati in posizione comoda (letto, divano), chiudi gli occhi e porta le mani nella parte bassa dell’addome, fra l’ombelico e l’osso pubico. Ora immagina che dentro il tuo addome, sotto le tue mani, ci sia un palloncino: riempilo quando inspiri, cioè quando l’aria entra nel tuo corpo, E svuotalo quando espiri, cioè quando l’aria esce dal tuo corpo. In altre parole: la tua pancia si gonfia d’aria quando inspiri, la tua pancia si svuota d’aria quando espiri. Fai questo esercizio per qualche minuto, senza forzare il ritmo e sospendilo se senti che ti gira la testa. Puoi fare questo esercizio di respirazione addominale anche in piedi: piega leggermente le ginocchia, porta le mani all’addome e inspira gonfiando la pancia, espira svuotando la pancia. Occhi aperti, oppure chiusi. Ma riaprili subito se senti che stai perdendo l’equilibrio.


E dunque, buon respiro e buon relax!


"Se sei depresso, stai vivendo nel passato. Se sei ansioso, stai vivendo nel futuro. Se sei in pace, stai vivendo nel presente." Lao Tzu

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© 2017 by Fulvio Fiori. Foto: Carmelo Farini/Visual Crew, Silvano Pupella, Gianluca Giannone. Created with WIX.COM