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  • Fulvio Fiori

RECENSIONI ANTIVIRUS – N° 2

Romain Gary ci offre un racconto splendente, ambientato in Normandia ai tempi della seconda guerra mondiale, dove il "popolano" Ludovic Fleury, poco più che bambino, rimane folgorato dall’incontro con Lila Bronicki, figlia di un aristocratico polacco, che in Francia ci va solo in vacanza. Ludo(vic) non ha grandi aspirazioni nella vita, ma è sincero e appassionato. Così diventa il rassicurante zerbino su cui Lila pulisce i suoi nobili piedi, sporcati dal desiderio bruciante, e un po’ fatuo, di conoscere sé stessa. Ma non lo fa con cattiveria, e neanche con civetteria, è il suo modo di amare la vita, circondata da infiniti privilegi e talentuosi corteggiatori: Bruno, il pianista virtuoso (che diventerà un asso della RAF) e Hans, l’integerrimo e devoto militare in carriera.

Nasce così una delle storie d’amore più belle che abbia mai letto. Lontana milioni di battiti del cuore dagli stereotipi dei romanzi contemporanei (che spesso diventano fiction), dove i sentimenti sono prevedibili, scontati e melensi. Capaci solo di raccontare amori diabetici, che fanno entrare in coma il piacere di leggere (almeno il mio)!

In questo libro invece, l’amore di Ludo e Lila si sporca di vita e si piega alle brame dell’invasore tedesco; si fa paladino dei piloti inglesi abbattuti dalla contraerea; aiuta il celebre ristorante Clos Joli – apprezzato dai gerarchi nazisti - a tenere alta la speranza nella liberazione; ed è persino coinvolto nel famoso attentato a Hitler. Tutto questo, grazie alla voglia di Lila di proteggere i suoi cari e alla poderosa immaginazione di Ludo, una sorta di benevola “follia di famiglia” come pensano i suoi cittadini.

Ludo è infatti il nipote di Ambroise Fleury, umile postino nella cittadina di Clery, conosciuto per gli stravaganti aquiloni dalle forme insolite (compreso il volto di De Gaulle) che crea da sempre con le sue mani. Sono aquiloni che i nazisti impareranno a temere, credendo che quando si alzano in volo, diventino messaggi in codice per la resistenza francese. Forse sbagliano e forse no.

A questo proposito, c’è un altro elemento straordinario nella storia scritta da Gary: come suo zio e come altri personaggi che convivono con l’invasore ma lo combattono, anche Ludo e Lila sono eroi, ma non sanno di esserlo! Mentre quelli che sanno di esserlo, lo sono e basta. Senza vanto e senza retorica. Perché in questa storia, ognuno fa semplicemente quello che sente. Fa quello che è. Inclusi i tedeschi.

GLI AQUILONI di Romain Gary non è un libro da leggere, è un’opera imperdibile! Che porta il cuore in alto, a volare con gli aquiloni, e ci fa respirare aria pura, in un cielo di sentimenti limpidi, illuminato da un sole di parole semplici e splendenti. Le mie preferite.

NOTE

Di questo libro, nientemeno che Jean-Paul Sartre dichiara <<Che miniera d’oro!>>

Lo scrittore israeliano Eshkol Nevo - vincitore nel 2005 del Book Publisher's Association's Golden Book Prize - lo definisce <<Il romanzo più bello di Gary>>

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